domenica 11 settembre 2011

Recensione: Box Office 3D- Il film dei film



Un clistere. Una martellata sul pollice. La sabbia nel letto. Tagliarsi le dita col bordo di una pagina. Guardare Porta a Porta. Scusate, stavo elencando una serie di cose preferibili alla visione di questo film. Potrei continuare a lungo, quindi passiamo oltre e vediamo di farla finita il prima possibile. Anche solo parlare di Box Office 3D mi causa sofferenza intestinale.


"LA TRAMA"




Ezio Greggio ci porta in un delizioso tour de force attraverso il mondo del cinema, toccando i maggiori blockbuster degli ultimi anni e rileggendoli in chiave parodistica; da Il Codice da Vinci a Harry Potter, passando per Il Gladiatore, Avatar, Zorro,Twilight e molti altri.



AVE, CESARA




Avete visto il trailer? Bene, quello è il film. Ma faccio tacere subito eventuali voci maligne: non sono certo uno di quelli che "film italiano = merda". La nostra cinematografia ha sfornato innumerevoli capolavori nel corso degli anni, e anche se nell'ultimo ventennio o giù di lì non ha esattamente brillato, non manca mai di riservare piacevoli sorprese. Box Office 3D non è una di queste.
E non fraintendetemi, apprezzo Ezio Greggio. E' una personalità televisiva che in un certo senso mi rassicura. Il problema è che il cinema non fa per lui. E' innegabile che l'esodo degli attori dalla televisione al grande schermo sia una piaga che mina profondamente la nostra cinematografia attuale, e Il film dei film- pur partendo dal notevole e nobile intento di sbertucciare gli americani- non fa eccezione.
Questa è la quarta fatica registica di Greggio, dopo i tre (s)cult Il silenzio dei prosciutti (1994), Killer per caso (1997) e Svitati (1999).




Il nume tutelare più volte invocato da Greggio è quel geniaccio di Mel Brooks, che ha rivoluzionato il genere spoof sfornando innegabili capolavori (Frankenstein Jr, Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Balle Spaziali, Robin Hood un uomo in calzamaglia). Il problema è che se le parodie di Brooks sono un concentrato di comicità brillante, quelle di Greggio sono stanche e fuori tempo massimo.





Le gag di Box Office 3D più che risate provocano imbarazzo, il che non dovrebbe essere il fine ultimo di una commedia. Fra giochi di parole assolutamente elementari, personaggi che capiscono una parola per un'altra, e ammiccamenti "sessuali" poco efficaci (il pianeta Panduro dell'episodio Viagratar, le tette di Ermione/Anna Falchi) il film non strappa manco una risata. (Almeno, a me no, poi magari il mio senso dello humor si è rovinato guardando The Annoying Orange)
Il paragone con Scary Movie, almeno con i primi due episodi della serie, fa solo sfigurare Box Office 3D; se volete trovare un degno avversario per questo film, pescate a caso tra ciofeconi come Hot Movie, Treciento, Mordimi, Epic Movie o Disaster Movie della premiata ditta Friedberg e Seltzer, discutibili maestri dello spoof made in USA. Ah no, almeno quei film hanno una trama coesa, a differenza di Box Office 3D.
Tanto per ridere, il dinamico due sfornerà The Biggest Movie of All Time 3D nel 2012; probabilmente dopo aver sentito del film di Greggio vorranno superarlo, Dio ce ne scampi.


Gigi Proietti vorrebbe solo essere da qualche altra parte.


Box Office 3D non è un film, è una raccolta di clip senza filo logico, una sfilza di filmati che starebbero meglio su Youtube piuttosto che al Festival di Venezia. O meglio ancora, in televisione, magari con una bella colonna sonora di risate registrate, così il pubblico saprebbe con esattezza quando ridere.
Non avendo visto il 3D, poi, non posso confermare se quel "IL PRIMO FILM ITALIANO IN 3D" sia valido oppure no. Almeno è 3D nativo. Bisogna vedere se è anche efficace.
Ragazzi miei, se mai doveste diventare registi, ricordatevi che le parodie non sono facili da realizzare; uno pensa che basti vestirsi dai personaggi di un film e storpiare i nomi. E' questo il problema del film di Greggio, il suo essere una carnevalata superficiale che lascia il tempo che trova. Una parodia deve essere graffiante, sviscerare il film che prende in giro, portarlo in nuove direzioni, e riuscire anche a strappare risate genuine. E' probabilmente il genere più difficile che esista e non va preso alla leggera.
Una domanda: quanto può essere esportabile all'estero un film come Box Office 3D? Tenendo conto dell'agghiacciante punteggio su RottenTomatoes del Silenzio dei Prosciutti, indiscutibilmente superiore al Film dei film... uhm, meglio non pensarci. 
Vorrei solo dimenticare questo film, e spero di esorcizzarlo con un voto pari a 4 (il numero di birre Slalom che ho bevuto per cancellare i ricordi).
Concludo anche io professando il mio amore per il cinema e infilando Gina Lollobrigida alla cazzo di cane.
Ti amo, cinema!





(EDIT: Maccio Capatonda in trenta secondi fa più ridere di Greggio in un'ora e mezza. Maccio rulez!)










5 commenti:

  1. ma questo è una cornacchia putrida e maleodorante.

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  2. Hahahaaa troppo forte questa recensione!!!

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  3. bellissima recensione, sei molto bravo

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  4. complimenti, concordo in tutto e per tutto. E per quanto riguarda Maccio, è desolante il fatto che lui a costo quasi zero fa delle parodie da morir dal ridere. E in un paese come il nostro tuttavia è relegato in radio o su internet, mentre ai soliti vecchietti senza talento vengono resi disponibili budget milionari per poi sfornare porcherie come questa

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  5. Ho visto venti minuti di film e non ho retto oltre, vorrei sapere se qualcuno lo ha visto prima di mandarlo nelle sale?? Come si puó affrontare una figura di m.rda del genere!!! Che coraggio!!!

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