mercoledì 9 novembre 2011

Top 5: Libri che vorrei non aver letto

NB: In questo post indico libri che mi hanno in qualche modo deluso. Non ho intenzione di insultare gli autori, nè di sconsigliare l'acquisto di suddetti libri. Peace and love!

Ci sono libri che ti restano nel cuore. Libri che leggi una volta, e poi ti porti dentro per sempre, anche se non mancano di difetti. Ogni volta che ci pensi ti si scalda il cuore, e la giornata sembra migliore.
Poi ci sono gli Altri. I libri che vorresti dimenticare. Quelli che hai comprato perchè tutti te lo consigliavano, o perchè il titolo ti incuriosiva. Quei libri si sono dimostrati delle trappole; hai fatto fatica a finirli (sempre che tu li abbia finiti, ma quando si inizia una cosa bisogna anche portarla a termine, giusto?), leggerli senza farsi del male è stato impossibile e chiuderli una volta per tutte ha generato un'ondata di benessere in tutto il tuo corpo. Vorresti non averli mai nemmeno iniziati. Questa è la mia personale Top 5. Ho lasciato fuori dei "pesi massimi" perchè preferisco concentrarmi su cose più fresche e recenti. Per esempio, vorrei non aver letto Twilight (avrei dovuto recensirlo qui, ma poi ho fatto tutt'altro), aver lasciato sullo scaffale La Strada di McCarthy, aver ignorato Diary di Chuck Palahniuk, e non aver nemmeno aperto Il pendolo di Foucalt di Umberto Eco. Ma sono altre storie...


5- CODEX




Disponibile anche nelle nostre librerie (vedi Amazon) Codex è il secondo libro di Lev Grossman, autore de Il Mago (originale versione italica- con tanto di cover che non c'entra una ceppa- di The Magicians). Secondo la trama, il giovane e rampante consulente finanziario Edward Wozny viene incaricato da un'anziana aristocratica di valutare una serie di proprietà di famiglia, che dovrebbero includere un favoloso manoscritto perduto. Mentre conduce questa ricerca, Edward inizia a giocare a MOMUS, un videogame online che sta spopolando, e inizia a notare inquietanti paralleli tra la realtà virtuale di MOMUS e la storia del famigerato manoscritto.
In realtà, beh... NO. Non solo videogame e testo hanno gran poco in comune, ma la storia appare poco coesa e troppo divisa tra il versante "videoludico" e quello "letterario". Ci sono parti molto belle, ma l'insieme non regge, e il finale (che non svelo, ma fa veramente venir voglia di prendere a testate il muro) è proprio brutto. Scemo io a comprare anche The Magicians, direte. In realtà questo terzo romanzo di Grossman mi è piaciuto di più (per chi non lo sapesse, è una specie di fusione tra Harry Potter e Le Cronache di Narnia) e l'unico istinto distruttivo che ho provato è stato nei confronti del protagonista Quentin Coldwater, probabilmente uno dei più odiosi personaggi letterari degli ultimi anni.


4- MAINSPRING




Hethor Jacques, apprendista orologiaio un pò sempliciotto, vive nella New Haven di fine '800. Una notte riceve una visita inaspettata: l'Arcangelo Gabriele in persona! L'angelo, dotato di ali di bronzo, incarica Hethor di recuperare la Chiave Perigliosa, e di recarsi al centro della Terra per ricaricarne il meccanismo... sì, perchè l'universo in cui vive il nostro protagonista è un vero e proprio capolavoro di orologeria, dato che tutti i pianeti orbitano grazie a gigantesche rotaie e ruote dentate posizionate lungo l'Equatore. Hethor riesce ad imbarcarsi su un dirigibile, e si prepara per un lungo viaggio verso il Polo Sud, l'unico punto da cui è possibile accedere al Meccanismo Centrale. Ma prima di arrivarci dovrà attraversare l'Emisfero Sud del pianeta, oltre il Meccanismo dell'Equatore, un luogo inesplorato e pieno di pericoli mortali. Insomma, trasuda steampunk da tutti i pori, nevvero? Peccato che Jay Lake mandi tutto in vacca, confezionando una storia banale, senza colpi di scena, e con un messaggio di fondo (avere sempre fiducia nelle vie del Signore) che di per sè non è brutto (anche se i romanzi religiosi mi infastidiscono un pochino), ma qui è veramente sbozzato con un'ascia. Quasi un pamphlet del Disegno Intelligente travestito da romanzo steampunk. (Non so se in maniera ironica o meno) E lasciamo perdere il finale... In ogni caso il sequel, Escapement, è di gran lunga superiore. (Si, nonostante tutto l'ho letto.)


3- EMPIRE OF SALT




Come sapete, io adoro gli zombi. Ho pure fatto una Top 5 sull'argomento! Non sono certo un espertone del settore, ma cerco di tenermi aggiornato con film,libri,serie Tv e quant'altro. Ogni tanto scopro cose belle (come i libri di Keene, o di McKinney) e ogni tanto pesco delle ciofeche, tipo Empire of Salt. Ve la faccio breve: la famiglia Oliver si trasferisce nella disgustosa e puzzolente Bombay Beach, California, per ereditare il bar di nonno Oliver, scomparso in circostanze misteriose. Mentre la famigliola cerca di abituarsi alla puzza, le sparizioni diventano sempre più frequenti, e gli avvistamenti di "strani uomini verdi" aumentano a dismisura. Gli uomini verdi in questione sono zombi putrescenti, frutto dei classici esperimenti governativi. Pare che la fonte di tutto sia il Misterioso Laboratorio Vicino alla Spiaggia, peccato che venga menzionato una volta per poi sparire dalla storia. Gli zombi di Ochse corrono, infettano e sono mediamente più furbi del modello romeriano, ma la storia non decolla e non c'è questo grande attaccamento nei confronti dei personaggi. (Che muoiono quasi tutti, e in modi abbastanza brutali). Empire of Salt è un paio di spanne sotto Tide of Souls, sempre della stessa collana della Abaddon; non un brutto romanzo, ma poteva dare molto di più.


2- LA SETTA DEGLI ASSASSINI




Si, ho letto Le Cronache del Mondo Emerso, la prima saga dell'italiana Licia Troisi, e non mi è dispiaciuta. C'erano errori madornali e i clichè abbondavano, ma era l'opera prima di un'interessante nuova scrittrice del nostro panorama letterario, e poi la protagonista era proprio gnocca. (Che vecchio porco.) Ho iniziato il primo volume della seconda trilogia, Le Guerre del Mondo Emerso, curioso di constatare i miglioramenti dell'autrice. Ho finito La Setta degli Assassini perplesso. "Ho forse appena letto la stessa, identica storia, solo con personaggi dai nomi diversi?" Mi sono arrischiato a leggere anche metà del seguito, Le due Guerriere, e sì, era la stessa storia. Miglioramenti zero.
Da allora sono passati molti anni, e la Troisi sforna libri manco fossero pasticcini. Quando li vedo in libreria, sorrido e passo oltre. L'unica cosa che si salva sono le copertine di Paolo Barbieri, sempre sia lodato.


1- ALICE NEL PAESE DELLA VAPORITA'




Avete presente Francesco Dimitri? Quello bravo, che aveva scritto La ragazza dei miei sogni e Pan (di cui parlo qui)? Ecco, vorrei ricordarmelo anche io. Ritengo Pan uno dei pochi fantasy italiani che potremmo esportare all'estero senza vergognarci ("Questo l'ha scritto un mio compatriota, mammamia!"), e non potevo che sbavare all'idea di un reboot steampunk del classico di Lewis Carroll. Nell'Alice dimitriana, il mondo come lo conosciamo non esiste più. Dopo un imprecisato evento tutte le tecnologie sono andate perdute. Un certo Algernon Wilson riesce a riportare in vita le antiche macchine, generando però una fitta nebbia composta da Vaporità (un potente allucinogeno) che isola la città di Londra... 2000 anni dopo l'antropologa Alice decide di esplorare la misteriosa Vaporità, un'impresa in cui nessuno è mai riuscito. Dimitri sostiene che il progetto Alice è nato molto prima di Pan... e francamente, la cosa si nota. Le idee buone ci sono (la spada Frangincanto, il monaco-scimmia, il coniglio malvagio, ecc.) ma l'intreccio lascia a desiderare (la protagonista Alice si tuffa in mezzo alla Vaporità e vive una serie di simpatiche e potenzialmente mortali avventure: fine) e lo stile perde parecchi colpi. L'impressione generale è che Dimitri abbia tirato fuori Alice dopo averlo relegato per anni in un cassetto, abbia dato una spolveratina sommaria e lo abbia pubblicato. Per quanto mi riguarda farò finta di non averlo mai letto, e do fiducia a Dimitri per il prossimo romanzo... ma Alice vorrei proprio dimenticarlo. Per chi volesse approfondire, Alice è stato recentemente analizzato da Gamberetta: ecco l'articolo.



4 commenti:

  1. Accidenti, quel Mainspring avrebbe fregato anche me! La copertina è figa, e la storia anche sembra essere interessante! Meno male che non l'ho trovato in giro prima di leggere questo post! :D

    Però, riguardo alla premessa...non sono d'accordo sul Pendolo di Foucault, io l'ho divorato! °_°

    Nella mia personale Top5 ci avrei inserito, e qui so che qualcuno mi lancerà degli oggetti affilati, il primo libro de La Spada della Verità di Terry Goodkind! Che palle...

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  2. buono a sapersi. no che questi titoli mi attiravano molto, ma dopo il tuo posto zero. saluti

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  3. Mah.

    Personalmente ho letto sia "Assault Fairies" che Alice, e Gamberetta scrive in maniera penosa, sicuramente peggio di Dimitri.

    Quindi non credo valga molto il suo giudizio su di lui.

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  4. @ kurdt
    Ho linkato l'articolo perchè mi sono trovato d'accordo con molte delle osservazioni scritte da Gamberetta in merito ad Alice .
    Poi, che dire, a me Assault Fairies è piaciuto molto più di Alice (anche se di sicuro non raggiunge l'epicità di Pan!)...

    RispondiElimina

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